La “comunicrazia” è il nuovo volto della democrazia?
C’è una provocazione politica che non si può lasciare cadere come se nulla fosse. E’ uno dei massimi esperti di web a lanciarla. E lo fa con forza proprio nel momento in cui in tanti si chiedono dove stanno andando le nostre fragili democrazie occidentali. Eccola.
“La politica e la società si trasformano, cambiano forma. E la democrazia appare priva di appeal perché si riferisce a un demos che appare come un soggetto intangibile e ignoto, un volto in cui però non ci si riconosce più…”, scrivono Derrik De Kerckhove e Vincenzo Susca sull’Espresso del 17 aprile 2008. Ma il meglio arriva dopo: “E così le culture digitali non sono più alla ricerca di una rappresentanza né appaiono disposte a delegare ad altri le decisioni che concernono il proprio ordine di vita… Ogni rete di blogger, tribù urbana o comunità virtuale genera una “comunicrazia”, che si manifesta come una forma di potere liquida, ogni volta che si ritrova in uno stato di comunione attorno a una comunicazione… La potenza di ogni “comunicrazia” nascente deriva quindi dalla solidarietà interna che fonde il gruppo che condivide simboli, informazioni e affetti: e che insieme delineano l’aura della tribù… I rapporti di interazione che hanno luogo in questi ambienti (in queste tribù) sono animati da un sentimento di estasi… una nuova forma di immaginazione del potere…”. Alzi la mano chi non pensa che ci sia molto di ideologico e di utopistico in queste parole. Ma ecco la chiusa che lascia spazio alle sorti magnifiche e progressive del web: “… il mondo delle reti e dei nuovi media, sollecitano il “divenire politico del pubblico”, laddove non vi è più una barriera tra chi governa e chi è governato e non vale più nessuna sovranità dello Stato. Ecco perché la vecchia democrazia sembra essere in crisi”.
Urge un confronto, a partire da una domanda banale: bene la discussione, la comunicazione interattiva ancor più se animata dal sentirsi parte di una comunità, ma poi le decisioni, che sono il sale della democrazia, quelle che incidono nella vita quotidiana delle persone, alla fine chi le prende e come?
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